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Si rovescia un barcone con 400 migranti a sud di Lampedusa
Un altro barcone carico di immigrati è affondato al largo della Libia. Non si conoscono ancora i dettagli dell'incidente ma secondo l'Adnkronos sarebbero stati già avvistati 14 corpi senza vita; i dispersi sono circa 200 e altrettanti i migranti già messi in salvo dai soccorsi. Le autorità marittime italiane sono state informate dall'equipaggio di un rimorchiatore al servizio di alcune piattaforme petrolifere che si trovano a 50 miglia dalle coste della Libia e a 100 miglia da Lampedusa. Leggi anche Immigrazione, non si cambia verso - Mare Vestrum
16 AGO 20

Un altro barcone carico di immigrati è affondato al largo della Libia. Non si conoscono ancora i dettagli dell'incidente ma secondo l'Adnkronos sarebbero stati già avvistati 14 corpi senza vita; i dispersi sono circa 200 e altrettanti i migranti già messi in salvo dai soccorsi. Le autorità marittime italiane sono state informate dall'equipaggio di un rimorchiatore al servizio di alcune piattaforme petrolifere che si trovano a 50 miglia dalle coste della Libia e a 100 miglia da Lampedusa. Secondo la segnalazione, l'imbarcazione rovesciata trasportava circa 400 persone. Sul posto stanno convergendo unità navali del dispositivo "Mare nostrum". Anche la Guardia Costiera ha dirottato sul posto dei mercantili per soccorrere i migranti in difficoltà.
"Il governo Renzi deve pretendere dall'Europa soluzioni condivise, urgenti, e soprattutto diverse dalla sola sorveglianza a mare. Altrimenti le stragi in mare non si fermeranno mai". Lo ha detto all'Adnkronos il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini commentando la nuova strage di immigrati a 100 miglia da Lampedusa. "Ho sempre pensato che la soluzione 'Mare nostrum' non fosse la soluzione a regime - dice ancora Nicolini, che segue da Lampedusa il salvataggio in mare dei profughi - Il monitoraggio, il controllo non può essere la soluzione. Il mare non è come la terra. Purtroppo questo dimostra che la soluzione deve essere radicale". Il sindaco ha lanciato, ancora una volta, la proposta dei "canali umanitari controllati". "Se non è possibile dalla Libia" - ha spiegato Nicolini - "allora lo si faccia dall'Egitto. La Siria è un problema che va affrontato con la gravità che merita. Ieri c'è stato un altro naufragio, oggi l'ennesimo. Anche durante 'Mare nostrum' abbiamo contato i morti. Insomma, ribadisco che non è la soluzione a regime".
[**Video_box_2**]Si è invece detta "scioccata dalla nuova tragedia" del naufragio di migranti, la Commissaria Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom che ha rivolto un appello agli stati membri perché "mostrino solidarietà concreta per ridurre i rischi che tali tragedie succedano ancora". Sugli impegni presi nell'ambito del piano di azione messo a punto dalla Commissione, Malmostrom ha dichiarato di augurarsi che questi "trasformino le parole in fatti". Per questo ha invitato i 28 a "una discussione formale in occasione del prossimo consiglio Affari interni su come gli stati intendano contribuire concretamente ad affrontare le sfide migratorie e delle politiche di asilo nel Mediterraneo".
"L'Europa non ci sta aiutando a soccorrere queste persone, si faccia carico di accogliere i vivi": lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, commentando la tragedia dei migranti naufragati a sud di Lampedusa. "Quelli ai quali l'Italia riconoscerà il diritto d'asilo - ha spiegato Alfano a margine di un convegno del Nuovo Centrodestra a Bologna in vista delle prossime elezioni europee - "saranno mandati in Europa, se ci vogliono andare e l'Italia non può diventare la prigione dei rifugiati politici".
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(foto d'archivio)